Contratto colf e badanti 2026: stipendi minimi, contributi INPS e scadenze
Con il rinnovo del CCNL Lavoro Domestico e l’aggiornamento delle tabelle contributive INPS, il 2026 porta importanti novità per le famiglie che impiegano colf, badanti e baby sitter. Chi non si aggiorna rischia di pagare contributi sbagliati, violare i minimi retributivi o perdere le deduzioni fiscali a cui ha diritto.
Il nuovo CCNL Lavoro Domestico 2026
Il Contratto Collettivo Nazionale per il Lavoro Domestico è stato rinnovato il 28 ottobre 2025 ed è valido fino al 31 ottobre 2028. Le nuove retribuzioni minime sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2026.
Gli aumenti medi sono pari al 3,5% rispetto ai minimi precedenti, con incrementi variabili da 40 a 80 euro mensili a seconda del livello contrattuale.
I livelli contrattuali principali sono:
- A e AS: lavoratori con compiti semplici (pulizie generiche)
- B e BS: lavoratori qualificati (cucina, stiratura, cura bambini)
- C e CS: lavoratori specializzati (badanti, assistenti familiari)
- D e DS: lavoratori con responsabilità di coordinamento
Per i lavoratori conviventi a 54 ore settimanali, al minimo contrattuale si aggiunge un’indennità di vitto e alloggio.
I contributi INPS 2026: cosa cambia
Con la Circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026, l’Istituto ha comunicato gli importi contributivi aggiornati, applicando la variazione ISTAT del +1,4%.
A differenza degli altri settori, nel lavoro domestico i contributi non si calcolano come percentuale dello stipendio, ma come importo fisso per ogni ora lavorata, determinato in base a tre variabili:
- Ore settimanali concordate (fino a 24 ore oppure oltre 24 ore)
- Retribuzione effettiva oraria (che determina la fascia contributiva)
- Tipo di contratto (tempo indeterminato o determinato)
Per i contratti a tempo determinato si applica un contributo addizionale NASpI dell’1,40% della retribuzione imponibile.
Le scadenze trimestrali 2026
I versamenti vanno effettuati entro il 10 del mese successivo alla chiusura di ogni trimestre:
- Entro il 10 aprile: contributi gennaio-marzo
- Entro il 10 luglio: contributi aprile-giugno
- Entro il 10 ottobre: contributi luglio-settembre
- Entro il 10 gennaio 2027: contributi ottobre-dicembre
Importante novità 2026: addio ai bollettini cartacei
Dal 2026 l’INPS non invia più bollettini cartacei alla maggior parte dei datori di lavoro domestico. Il versamento avviene esclusivamente tramite canali digitali: Portale INPS, App INPS Mobile, App IO, home banking (circuito CBILL) o sportelli bancari e postali con PagoPA.
La deducibilità fiscale
I contributi versati per colf e badanti sono deducibili dal reddito del datore di lavoro fino a un massimo di 1.549,37 euro all’anno. Per beneficiarne è necessario conservare le ricevute di pagamento dei versamenti trimestrali.
Il mancato pagamento: rischi e conseguenze
Le sanzioni per omissione contributiva nel lavoro domestico partono dal 30% dell’importo non versato e possono arrivare al 60% in caso di evasione. Il mancato versamento, oltre alle sanzioni economiche, priva il lavoratore dei diritti pensionistici e previdenziali maturati in quel periodo.
Domande frequenti
Come calcolo i contributi per una colf part-time?
Somma le ore effettivamente lavorate nel trimestre, individua la fascia contributiva in base alla retribuzione oraria effettiva, moltiplica per l’importo orario previsto dalla tabella INPS 2026.
Se il rapporto cessa prima della fine del trimestre, quando pago?
Entro 10 giorni dalla data di cessazione del rapporto, non alla normale scadenza trimestrale.
I contributi si versano anche sulle ferie e i permessi retribuiti?
Sì. I contributi si versano su tutte le ore retribuite nel corso del trimestre, sia quelle lavorate sia quelle relative a periodi di assenza retribuita.
Gestire un contratto di lavoro domestico in modo corretto richiede aggiornamento continuo su contributi, minimi retributivi e scadenze. Studio Montelatici segue colf, badanti e baby sitter per centinaia di famiglie a Milano e in tutta Italia. Contattaci per una prima consulenza.



